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Il Signore non ci abbandona mai...

Vi raccontiamo la nostra storia a testimonianza della grandezza di Dio e della sua incessante opera nella nostra vita.

Siamo Francesca e Francesco sposi dal 2001, viviamo a Foggia siamo sempre stati una coppia credente e anche abbastanza praticante. Nel 2003 arriva il primo dono del Signore una bambina che è cresciuta con un papà a singhiozzo perché Francesco lavorava fuori. Quando è stato trasferito a casa abbiamo pensato di allargare la famiglia ma il secondo figlio non arrivava (nessuno conosce i disegni di Dio). Dopo un po' finalmente la bella notizia arriva, Francesca è in dolce attesa. Al 4° mese di gravidanza avverte una tensione al seno destro e dopo diagnosi azzardate e a tratti rassicuranti arriva la brutta notizia, quel nodulino che si toccava era un tumore maligno al seno. Comincia il nostro Calvario e come per le Nozze di Cana nella nostra vita "venne a mancare il vino" il vino della gioia, della serenità. Alcuni medici dicevano che Francesca doveva abortire per curarsi bene perché alcuni esami non poteva farli per non danneggiare il bambino, ma lui cominciava a scalciare e a far sentire che era vivo e che voleva vivere. Allora ci siamo affidati al Signore e abbiamo detto: noi la Croce la portiamo ma Tu devi aiutarci, da soli non possiamo farcela e Lui non ci ha mai abbandonato; ad ogni caduta era sempre lì pronto a rialzarci e a trovare la soluzione anche quando la situazione sembrava volgere al peggio.

Trovammo un medico di Milano che ci portó con mano e ci seguì a distanza. Alla visita ci disse: “Signora per assurdo lei dà la vita a questo bambino e lui l'ha ridata a lei” perché grazie alla gravidanza questo tumore è cresciuto in fretta tanto da farsi subito trovare e poter essere curato.  A 5 mesi è stata operata al seno, orologio alla mano dopo 2 mesi hanno fatto nascere il bambino prematuro e dopo tutti i controlli ha cominciato la chemioterapia. Non è facile a 33 anni vedersi trasformare fisicamente dalle cure. La perdita dei capelli è stato un trauma...era l'immagine stessa della malattia, ti ricordava durante quei mesi che non stavi bene e oltre alla sofferenza fisica vi era anche quella morale. Ma il buon Gesù non ci ha mai abbandonati, tante persone hanno pregato per noi e Lui ha esaudito le nostre preghiere. Le cure sono andate bene e pian pianino la vita è ricominciata, avevamo una famiglia unita nel Sacro vincolo del matrimonio e dei bambini da crescere. La nostra Chiesa domestica era unita nella preghiera.

La vita riprende e con lei i controlli serrati per evitare l'eventuale ripresa della malattia. Come per molti personaggi biblici Francesca ha sempre avuto un rapporto particolare con i sogni premonitori e negli anni ne ha fatti tanti e sempre veri, erano i messaggeri di Gesù. Nel 2010 sogna che i controlli li doveva fare a Milano da quel medico che cristianamente ci aveva aiutati. Scoprono, grazie ad un'apparecchiatura appena arrivata in Italia, a distanza di soli 2 anni un nuovo tumore in via di formazione all'altro seno, a sinistra. Ecco la seconda caduta, un macigno sulla nostra vita e sulla pace della nostra famiglia. Il Signore ci ha graziati ancora una volta, ce l'ha fatto scoprire in tempo e la sola chirurgia è bastata. Stavolta l'ombra della chemioterapia è svanita, l'intervento chirurgico, che non è stato una passeggiata, da solo è bastato. A quell'intervento però ne sono seguiti tanti altri da corollario, ma la forza della Fede non ci ha mai lasciati, ha sempre accompagnato Francesca nella ripresa.

Adesso però nella testa si Francesca si insinua una nuova malattia, la più subdola di tutte, la paura. La paura della ripresa della malattia in qualsiasi momento anche se i medici dicevano di stare tranquilla Lei aveva il presentimento che nei tessuti rimasti del primo intervento potesse ripresentarsi la malattia. I medici dicevano che era biologicamente impossibile perché quei tessuti erano morti in quanto trattati sia con la chemioterapia che successivamente con la radioterapia. Allora in Francesca comincia l’ansia che la porta ad essere considerata quasi fuori di testa ed entra in psicoterapia con l’assunzione anche di farmaci, comincia un anno di sedute di psicoterapia  con lo psichiatra e con lo psicologo. L’estate del 2012 la passiamo insieme alla famiglia del chirurgo plastico che l’aveva operata a Milano nel 2010 e che l’aveva seguita anche negli interventi successivi, il quale le chiese perché assumeva gli ansiolitici a questa età (35) e avuta la risposta di Francesca le propose un intervento chirurgico per un discorso estetico e funzionale. Riesce a far autorizzare l’intervento proprio in virtù di questa ansia che assaliva Francesca e a febbraio del 2013 la opera. Durante l’intervento, nascosto dietro ad una cicatrice di radioterapia e quindi non visibile agli esami che faceva di routine, trova un altro nodulo il cui esame istologico sentenzia il 3° Tumore maligno. “E’ venuto a mancare il vino” ancora una volta, l’ennesima caduta. In colloquio intimo Francesca dice a Gesù: …Mettiti la mano sulla coscienza, Tu mi hai sopravvalutata, tre volte sono troppe, io non ce la posso fare!… Da sola forse no, ma con l’aiuto di Dio tutto si risolve, Lui è la soluzione a tutto. Mentre si confidava con il suo confessore, un frate cappuccino, gli chiese perché si fosse ammalata tre volte e lui rispose: …anche Gesù, che è Dio, è caduto tre volte sotto il peso della croce e lui poteva non portarla proprio quella croce se lo avesse voluto, però lo ha fatto per noi, per la nostra salvezza.  Prendi la tua croce e rialzati! Il Signore sarà il tuo cireneo.

Anche questa volta il Signore mette sulla nostra strada il Buon Samaritano, un bravo medico che contro tutti i protocolli studia il caso di Francesca, un caso più unico che raro e indica ai grandi centri medici del nord quale cura seguire; dapprima non si dicono d’accordo ma poi desistono e concordano con i suoi studi. Ecco l’opera di Dio ancora una volta aveva illuminato le menti dei medici e aveva guidato le loro decisioni. Francesca fa di nuovo la chemioterapia, un protocollo un po’ più leggero del 2008 e anche questa volta va bene. Non è stata una passeggiata la nostra vita e tutt’ora non lo è nei periodi dei controlli, però c’è la consapevolezza di non essere soli, di essere entrati in un progetto divino. Il signore ha tracciato una strada per noi che ancora non conosciamo ma che percorreremo fidandoci di Lui. Nei periodi bui quando anche pregare era difficile abbiamo imparato a cantare, perché chi canta prega due volte. Il testo che Francesca sente come un legame con l’opera di Dio nella usa vita è “Io Credo In Te” (Ti seguirò Ovunque Tu andrai Con lacrime e gioia Ho fede in Te Camminerò nelle Tue vie Nelle promesse, per sempre Io credo in Te, Gesù Appartengo a Te, Signor È per Te che io vivrò Per Te io canterò Con tutto il cuor). 

Nel matrimonio l'io cede il posto al Noi. Le Sacre Scritture scelte al nostro matrimonio, ci hanno accompagnano nella vita: la I Lettura tratta dalla Genesi (Gen 2, 21-24) fu “I due saranno una carne sola” infatti in questo abbiamo affrontato la malattia, INSIEME, se piangeva lei ero io a darle la spalla e quando piangevo io era Lei, per assurdo, a consolare me.

Il Vangelo fu invece il brano Mt. 7, 24-26, “la casa costruita sulla roccia” (chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su questa casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia), infatti la tempesta della malattia non è riuscita a portare via la solidità della nostra unione, insieme uniti nel sacro vincolo del matrimonio, con la preghiera in Cristo, abbiamo superato tutte le avversità ogni volta che si sono presentate a togliere il vino dalla nostra vita. Non siamo soli, ci siamo sposati in tre, Dio è sempre con noi  infatti  “La famiglia è il luogo dove Dio ha messo la Sua Tenda...” e nella nostra famiglia la sua presenza è stata ed è costante. Affermare però che oggi siamo tranquilli e senza pensieri sarebbe una bugia, a volte non è facile affrontare la quotidianità, ad ogni dolore, anche il più banale, il primo pensiero è sempre brutto. Le tentazioni del maligno ci attaccano, ma adesso più di prima ci fidiamo e ci affidiamo solo a Gesù sicuri che non ci abbandonerà mai; Lui stesso ha detto:  “Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20).

 

Francesco e Francesca

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